
Riscaldamento per terrazza
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Riscaldamento da esterno, ombrellone riscaldante elettrico, lampada riscaldante da esterno, riscaldamento per terrazza – modello Sunset 2000, con griglia di protezione, metallo, nero
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Riscaldamento da esterno, riscaldamento a infrarossi, radiatore da esterno – modello HELIOSA 9.1, con copertura in vetro, argento
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Riscaldamento da esterno, riscaldatore da terrazza, radiatore da esterno, riscaldamento da terrazza – modello 2400 Giant, con griglia di protezione, alluminio, nero
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Riscaldamento da esterno, riscaldatore da terrazza, radiatore da esterno, riscaldamento da terrazza – modello Golden 2000 Amber Foc, con griglia di protezione, alluminio, nero
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Riscaldamento esterno, riscaldamento a infrarossi, radiatore da esterno – modello Heliosa 9, con griglia di protezione, argento
Riscaldamento per terrazze: scegliere tra infrarossi elettrici, gas propano e modelli da incasso
Un riscaldatore da terrazza non è un semplice accessorio decorativo. Si tratta di un’apparecchiatura tecnica la cui scelta determina l’effettiva efficienza termica, la resistenza alle intemperie e il costo di esercizio nel corso di diverse stagioni. Tra un radiatore a infrarossi elettrico in fibra di carbonio fissato in alto, un ombrellone riscaldante a gas propano per una terrazza senza alimentazione elettrica e un modello da incasso in una pergola bioclimatica, le differenze di prestazioni sono misurabili e determinanti. Ecco come distinguere ciò che conta da ciò che serve solo ad abbellire una scheda prodotto.
Infrarossi elettrici o riscaldamento a gas: due logiche d’uso distinte
I riscaldatori da terrazza a infrarossi elettrici funzionano per irraggiamento diretto: riscaldano gli oggetti e le persone nel loro angolo di emissione senza riscaldare l’aria ambiente. È proprio questo che li rende efficaci all’aperto, dove l’aria non può essere trattenuta. Un modello a fibra di carbonio da 2000 W copre un’area di circa 8-12 m² con una temperatura superficiale percepita compresa tra 18 e 22 °C a seconda della distanza e della potenza. La fibra di carbonio emette nella gamma da 2 a 10 micron (infrarossi lontani), il che riduce l’abbagliamento visivo rispetto all’alogena (gamma da 0,8 a 1,5 micron) e migliora il comfort in caso di uso prolungato. Il consumo annuo di un modello da 2000 W utilizzato 4 ore al giorno per 6 mesi è di circa 1440 kWh, ovvero un costo gestibile con una programmazione oraria.
I riscaldatori a gas propano o butano erogano una potenza termica più elevata: le colonne riscaldanti a ombrellone raggiungono comunemente da 11 a 15 kW, contro i 0,8-3 kW dei modelli elettrici standard. Il loro vantaggio è l’autonomia: su una terrazza senza presa elettrica accessibile, un parasole riscaldante a propano con una bombola da 10 kg funziona circa 6-8 ore in uso continuo a piena potenza. Lo svantaggio è il consumo: un modello da 13 kW consuma circa 0,9 kg/h di propano, il che rappresenta un costo operativo nettamente superiore all’elettricità nel lungo periodo. Il gas è adatto per un uso occasionale o per spazi senza allacciamento. L’elettricità è la scelta giusta per la terrazza di un ristorante, un bar all’aperto o uno spazio privato utilizzato frequentemente.
Criteri tecnici da verificare prima di qualsiasi acquisto
L’indice di protezione IP è il primo requisito imprescindibile. Un riscaldatore da terrazza esposto alla pioggia deve avere almeno un grado di protezione IP44 (protezione contro gli spruzzi d’acqua da tutte le direzioni). Per un’installazione sotto un pergolato aperto o su una facciata esposta, lo standard da considerare è IP65: garantisce l’impermeabilità contro i getti d’acqua diretti. Un prodotto senza indicazione IP o con indice IP20 non è destinato all’uso esterno, indipendentemente dalla formulazione commerciale.
Potenza: da 1200 a 1500 W per un’area coperta da 4 a 6 m², da 2000 a 3000 W per un’area semi-aperta da 8 a 15 m², oltre i 3000 W o passaggio al gas per grandi superfici o spazi molto ventilati
Tipo di emettitore a infrarossiT : alogeno (riscaldamento rapido, luce arancione visibile, durata 5000 ore), quarzo (intermedio, 10 000 ore), fibra di carbonio (riscaldamento in 3-5 secondi, luce minima, 20 000 ore, miglior comfort nel tempo)
Fissaggio: a parete con braccio orientabile (regolazione angolare da 0 a 60°), a soffitto (pergola, tettoia), su piedistallo telescopico (spostabile, ma sensibile al vento), integrato in ombrellone (autonomia a gas o elettrica a seconda del modello)
Sicurezze attive: termostato di sicurezza contro il surriscaldamento, protezione antiribaltamento sui modelli su piedistallo, timer integrato o compatibile, spegnimento automatico del gas sui modelli a propano
Riscaldamento per terrazze nel settore della ristorazione: vincoli specifici
In un contesto di ristorazione o di bar con terrazza, il riscaldamento non è soggetto alle stesse limitazioni che si riscontrano in ambito residenziale. La densità di occupazione è più elevata, l’utilizzo è quotidiano per diversi mesi all’anno e gli apparecchi sono soggetti a urti, pulizie frequenti e all’utilizzo da parte del personale. Un riscaldatore da terrazza di tipo Bromic Tungsten o Heatstrip Classic installato a soffitto in una tettoia offre una durata di vita superiore a 20.000 ore, una potenza da 2000 a 3600 W a seconda dei modelli e una copertura da 8 a 14 m² per unità. Questi apparecchi supportano il cablaggio diretto a 230 V o 400 V trifase per le installazioni raggruppate.
Per le terrazze aperte senza struttura portante, le colonne riscaldanti a propano rimangono la soluzione dominante nel settore della ristorazione: nessun cablaggio, possibilità di spostamento a seconda della configurazione del locale, potenza immediata. Il modello standard con riflettore parabolico copre un raggio da 3 a 4 metri a piena potenza. La normativa francese impone una distanza minima di 1 metro tra l’apparecchio a gas e qualsiasi materiale combustibile, e le bombole devono essere stoccate all’esterno in un locale ventilato conforme alla norma NF EN 1439.
Riscaldamento di terrazze residenziali: dimensionamento e installazione
Per una terrazza privata da 15 a 20 m², parzialmente riparata da una sporgenza del tetto, la regola empirica è di prevedere da 100 a 150 W per m² in infrarossi diretti per mantenere una temperatura percepita confortevole fino a 5 °C all’esterno. Un sistema composto da due radiatori a infrarossi in fibra di carbonio da 2000 W, montati a soffitto a 2,2 metri di altezza, con un angolo di emissione di 60°, copre adeguatamente questo spazio con un consumo di 4 kWh a piena potenza. Con un termostato o una programmazione oraria, il consumo effettivo scende a 2-2,5 kWh per sessione.
L’installazione a parete o a soffitto richiede un cablaggio dedicato di almeno 2,5 mm² per i modelli superiori a 2000 W, con un interruttore differenziale di tipo A da 30 mA obbligatorio per tutti i circuiti esterni secondo la norma NF C 15-100. I modelli con presa standard (16 A) sono limitati a un massimo di 3500 W. Oltre tale valore, è obbligatorio passare a un’alimentazione dedicata, consigliata già a partire da 3000 W per evitare il surriscaldamento dei cavi in caso di uso prolungato.
Integrazione in una pergola bioclimatica o in una tettoia fissa
Le pergole bioclimatiche integrano ora binari riscaldanti o alloggiamenti standard per radiatori a infrarossi da incasso. I modelli compatibili con le pergole (Veito, Infralia, Heatstrip) offrono scatole strette di 80-120 mm di altezza, con una potenza da 1500 a 3000 W a seconda della lunghezza della lama, e un indice IP65 di serie per l’integrazione in strutture esposte. Il collegamento avviene tramite una scatola di derivazione stagna posizionata nel profilo della pergola. Questo tipo di installazione elimina i cavi a vista e garantisce una copertura termica uniforme su tutta la lunghezza della terrazza.
Per una pergola di 20 m² con tetto orientabile e pareti scorrevoli, un sistema di riscaldamento a infrarossi integrato da 6000 W in totale (3 moduli da 2000 W distanziati di 2 metri) è sufficiente a mantenere un comfort termico adeguato fino a 0 °C all’esterno quando le pareti sono chiuse. In configurazione aperta, la stessa installazione copre gli utilizzi fino a circa 8 °C, il che prolunga la stagione di utilizzo da 6 a 9 mesi a seconda del clima regionale.




