Rilevatore di gas, rilevatore di CO2 - Analox CO2 Buddy

Regolatore di pressione CO2 per birra

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Regolatore di pressione per CO2 per spillatori di birra: perché è un componente fondamentale
Una bombola di CO2 standard contiene gas compresso a 50-200 bar a seconda del livello di riempimento. La pressione di esercizio di un distributore di birra è compresa tra 1,5 e 2,5 bar a seconda del tipo di birra, della temperatura e della lunghezza della linea. Collegare direttamente una bombola di CO2 a un fusto senza regolatore espone il fusto a una sovrapressione fatale: i fusti standard in acciaio inossidabile resistono a 3 bar di pressione interna, i fusti in plastica da 5 litri a una pressione ancora inferiore. Il ruolo del regolatore di pressione CO2 è quello di riportare e stabilizzare la pressione al valore di esercizio, indipendentemente dal livello della bombola.
Un riduttore di pressione per CO2 per impianti di spillatura della birra comprende sistematicamente due manometri: un manometro di contenuto graduato da 0 a 250 bar per monitorare il livello della bombola, e un manometro di lavoro graduato da 0 a 6 o da 0 a 10 bar per visualizzare e regolare la pressione di esercizio. A questi si aggiungono una valvola di sicurezza tarata (che si apre automaticamente se la pressione di esercizio supera la soglia impostata) e una valvola di intercettazione per isolare il circuito senza scollegare la bombola.

Regolatore di pressione CO2 monostadio o bistadio: quale scegliere per il vostro impianto di spillatura
I riduttori monostadio effettuano la riduzione di pressione in un unico passaggio. Sono adatti agli impianti domestici con fusti da 5 litri o ai sistemi di spillatura a linea corta (sistemi a 3 bar). Il loro punto debole: man mano che la bombola si svuota, la pressione in ingresso cala, il che può causare una leggera variazione della pressione di esercizio a fine bombola. Per un uso domestico con una bombola da 425 g di CO2, questa variazione è trascurabile.
I riduttori a doppio stadio effettuano due riduzioni successive, garantendo una pressione di uscita stabile indipendentemente dalla pressione di ingresso residua. Si tratta dello standard per gli impianti di bar o ristoranti con sistemi a 7 bar e linee di spillatura lunghe. Il loro prezzo è significativamente più elevato, giustificato dalla costanza della spillatura su grandi volumi.
La differenza tra un sistema a 3 bar e uno a 7 bar dipende dalla lunghezza e dal diametro della linea della birra. Una linea corta, inferiore a 3 metri, con un tubo di 4 mm di diametro interno genera poche perdite di carico: sono sufficienti 3 bar. Un impianto con colonna a distanza, tubo di raffreddamento o rubinetti multipli su una linea di 10-20 metri richiede un sistema a 7 bar per mantenere una portata e una schiuma adeguate all’estremità del circuito.

Regolare la pressione di esercizio: i quattro fattori tecnici
La pressione di esercizio corretta non è un valore universale. È il risultato del calcolo della pressione di saturazione (pressione necessaria per mantenere la CO2 disciolta nella birra) a cui si aggiunge la pressione di trasporto necessaria per spingere la birra fino al rubinetto contro le perdite di carico.

Temperatura della birra in fusto e contenuto di CO2
La pressione di saturazione dipende direttamente dalla temperatura e dalla concentrazione di CO2 disciolta. A 4 °C con un contenuto di 5 g/L di CO2 (lager standard), la pressione di saturazione è di circa 1,1 bar. La stessa birra a 10 °C richiede circa 1,8 bar di contropressione per evitare il degassamento nella linea. Una birra ad alta fermentazione con 3,5 g/L di CO2 funziona a pressioni inferiori. Una birra servita con azoto (Guinness, alcune stout) utilizza una miscela di gas composta per il 75% da N2 e per il 25% da CO2 con un regolatore specifico per gas misti, a pressioni che possono raggiungere i 3,5 bar.

Lunghezza della linea, diametro e dislivello
Le perdite di carico nella linea della birra si calcolano in base al suo diametro interno e alla sua lunghezza. Una linea con 4 mm di diametro interno genera circa 0,25 bar di perdita per metro. Una linea da 6 mm riduce questa perdita a 0,04 bar per metro. Il dislivello da superare tra il fusto e il rubinetto aggiunge 0,1 bar per ogni metro di dislivello. In pratica, per un bar con una colonna a 8 metri dalla cantina con 2 metri di dislivello, la sola pressione di trasporto rappresenta da 2 a 3 bar in più rispetto alla pressione di saturazione.

Accessori e ricambi per il circuito CO2 della birra
Il collegamento di un riduttore di pressione a una bombola di CO2 richiede una filettatura standardizzata. In Europa, lo standard prevalente è la filettatura W21,8 x 1/14″ (chiamata anche filettatura G3/4″ sinistrorsa). Alcune bombole industriali utilizzano raccordi specifici a seconda del fornitore di gas. Prima di acquistare un riduttore di pressione, verificate il tipo di rubinetto della vostra bombola.
I seguenti componenti possono essere ordinati e sostituiti separatamente sulla maggior parte dei riduttori di pressione presenti sul mercato:

Manometro di pressione interna (0-250 bar): da sostituire se l’ago non torna più a zero o se il vetro è incrinato
Manometro di lavoro (0-6 o 0-10 bar): verificarne la precisione ogni 2 anni presso un centro di assistenza professionale
O-ring del raccordo della bombola: da ispezionare e sostituire ad ogni cambio di bombola se il raccordo presenta una perdita
Valvola di sicurezza: componente di sicurezza attivo, non disattivare né ostruire, nemmeno temporaneamente

La chiave di serraggio specifica per CO2 semplifica il montaggio e lo smontaggio sulle bombole con filettatura standard, in particolare in spazi ristretti. Il suo profilo è adatto alla filettatura sinistrorsa W21,8 per evitare di danneggiare le superfici di serraggio. L’uso di una chiave fissa ordinaria su questi raccordi provoca spesso graffi sull’ottone che compromettono la tenuta nel tempo.

Norme e sicurezza per i riduttori di pressione CO2 per spillatura
Un riduttore di pressione per CO₂ destinato a un sistema di distribuzione di bevande deve essere conforme alla norma EN 562 per i riduttori di pressione per uso industriale e alimentare. La certificazione CE è obbligatoria per l’immissione sul mercato europeo. I riduttori conformi alla norma EN 562 vengono testati a una pressione di prova superiore alla pressione massima ammissibile (PMA), generalmente pari a 1,5 volte la PMA. Per un riduttore da 7 bar, la pressione di prova è tipicamente di 10,5 bar.
Nell’ambito professionale (ristoranti, bar, birrerie), la normativa francese impone un controllo periodico delle attrezzature a pressione. Un riduttore di CO₂ deve essere acquistato presso un distributore autorizzato e installato da un tecnico qualificato per i sistemi con capacità superiore a 50 litri di CO₂. Per l’uso domestico con ricariche da 425 g a 2,2 kg, non si applica alcun obbligo normativo specifico, ma il rispetto delle pressioni massime indicate sul fusto rimane imperativo.
La durata di vita di un regolatore di pressione per CO2 di buona fattura supera i 10 anni in caso di uso regolare, a condizione che venga effettuata una manutenzione minima: spurgo del circuito prima di ogni stoccaggio prolungato, verifica annuale della tenuta dei raccordi con il prodotto schiumogeno, sostituzione delle guarnizioni in caso di perdite. Un riduttore che va in deriva (pressione di uscita che sale progressivamente senza agire sulla vite di regolazione) segnala la necessità di sostituire la membrana interna.

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