
Lampada riscaldante
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Lampada riscaldante a infrarossi: criteri tecnici per scegliere il modello giusto
Una lampada riscaldante non è un semplice accessorio. Si tratta di un dispositivo per il comfort termico le cui prestazioni dipendono direttamente dalla tecnologia di irradiazione, dalla potenza installata e dalle condizioni di utilizzo. Sul mercato coesistono tre famiglie: le lampade a onde corte al quarzo alogeno (da 0,8 a 1,4 µm), le lampade a onde medie con resistenza ceramica (da 1,4 a 3 µm) e i pannelli a onde lunghe con resistenza in carbonio o mica (da 3 a 10 µm). Ogni tecnologia ha i propri intervalli di efficienza, i propri vincoli di installazione e i propri casi d’uso specifici.
Lampada riscaldante al quarzo alogeno: potenza immediata per esterni
Le lampade al quarzo alogeno raggiungono la temperatura in meno di 2 secondi e raggiungono un’elevata densità di flusso termico, dell’ordine di 3.000-6.000 W/m² a seconda del modello. È la tecnologia dominante per le terrazze professionali e gli spazi semi-aperti. Un apparecchio da 2.000 W copre efficacemente una superficie da 8 a 12 m² in condizioni di assenza di vento, con un’altezza di sospensione compresa tra 2 e 2,5 m. Per la terrazza di un ristorante o di un bar, la regola di base è di prevedere una potenza compresa tra 150 e 200 W/m². Al di sotto di questo valore, il comfort termico rimane insufficiente non appena la temperatura esterna scende sotto gli 8 °C. L’indice di protezione minimo richiesto per un uso all’aperto in luoghi esposti è IP44; per le zone esposte a spruzzi d’acqua o alle intemperie dirette, è preferibile IP65. La maggior parte degli apparecchi della gamma professionale (Lacor, Roller Grill, Hendi) integra un involucro in acciaio inossidabile o in alluminio anodizzato con griglia di protezione termica.
Lampada riscaldante per il mantenimento della temperatura: uso nella ristorazione e nei buffetLe lampade per il mantenimento della temperatura costituiscono una categoria a sé stante: il loro obiettivo non è riscaldare uno spazio, ma mantenere i piatti a una temperatura di servizio compresa tra 65 e 90 °C in superficie.
Le lampade per il mantenimento della temperatura costituiscono una categoria a sé stante: il loro scopo non è quello di riscaldare uno spazio, ma di mantenere i piatti a una temperatura di servizio compresa tra 65 e 90 °C in superficie. I modelli standard utilizzano lampadine a infrarossi a spettro corto (250 W, attacco E27 o R7s) sospese a un’altezza compresa tra 30 e 50 cm sopra i piatti. Il flusso termico diminuisce con il quadrato della distanza: a 40 cm, una lampada da 250 W eroga circa 1.500 W/m², sufficienti per mantenere caldi i piatti in servizio ma non per riscaldare quelli freddi. Nei buffet professionali, i bagnomaria e le lampade riscaldanti vengono sistematicamente combinati: il bagnomaria garantisce la temperatura della massa, mentre la lampada gestisce la superficie e compensa le perdite per evaporazione. Alcuni modelli di bancone (Hendi, Lacor) integrano due o tre lampade orientabili su binario, con regolatore di potenza 50/75/100%, il che permette di adattare l’intensità al tipo di alimento e al flusso di servizio.
Lampada riscaldante per terrazza: montaggio a soffitto, a parete o su piedistallo
La modalità di montaggio determina la copertura termica tanto quanto la potenza nominale. Una lampada fissata al soffitto a 2,2 m irradia verticalmente verso il basso con un angolo di fascio tipico compreso tra 60 e 90°. Una lampada a parete articolata consente di orientare il flusso verso una zona precisa, utile per coprire gli angoli della terrazza senza disperdere il calore verso l’alto. I modelli su stativo telescopico (altezza regolabile da 150 a 220 cm) offrono flessibilità di spostamento, a scapito di una minore stabilità negli spazi ventilati. Per pergole e verande sono preferibili i sistemi da incasso a soffitto con protezione IP54 minima: liberano spazio e resistono meglio alle condizioni di umidità. La maggior parte delle lampade riscaldanti da esterno consuma tra i 1.200 e i 3.000 W. Un impianto composto da tre apparecchi da 2.000 W ciascuno rappresenta 6 kW installati: verificare la capacità del quadro elettrico e prevedere un circuito dedicato protetto da un interruttore automatico da almeno 32 A.
Onde corte (quarzo alogeno): riscaldamento istantaneo, potenza da 1.000 a 3.000 W, utilizzo su terrazze e spazi semi-aperti, durata da 5.000 a 8.000 ore
Onde medie (ceramica): riscaldamento delicato, minore emissione di luce, potenza da 800 a 2.000 W, utilizzo in interni o su terrazze coperte
Onde lunghe (carbonio/mica): riscaldamento profondo e uniforme, molto silenzioso, potenza da 400 a 1.500 W, utilizzo in interni (bagno, ufficio, camera da letto), indice di protezione variabile a seconda del modello
Consumo energetico ed efficienza effettiva
L’efficienza delle lampade a infrarossi è elevata: i modelli al quarzo convertono dal 92 al 96% dell’elettricità consumata in radiazione termica, contro il 70-80% dei tradizionali convettori elettrici. In una stagione di utilizzo della terrazza di 6 mesi, a ragione di 4 ore a sera, una lampada da 2.000 W consuma circa 1.440 kWh. A 0,22 €/kWh, il costo di funzionamento annuale raggiunge i 317 €. Per gli spazi con affluenza discontinua, un timer programmabile o un sensore di presenza integrato riduce effettivamente il consumo dal 20 al 35% a seconda degli utilizzi rilevati. Alcuni modelli Herschel e Infralia integrano termostati ambientali con fasce orarie, il che consente una gestione precisa dell’apporto termico su intervalli di 15 minuti. La norma CE è obbligatoria per tutti gli apparecchi commercializzati in Europa; le certificazioni TÜV o VDE aggiungono una convalida indipendente della sicurezza elettrica e termica, particolarmente utile per le installazioni permanenti nel settore alberghiero e della ristorazione.
Installazione e sicurezza: ciò che le istruzioni non sempre specificano
La distanza minima di sicurezza tra una lampada riscaldante al quarzo e qualsiasi materiale infiammabile (legno, tessuto, plastica) è di 80 cm sull’asse principale del fascio e di 50 cm sui lati. Questo requisito viene spesso sottovalutato nel caso di pergole in legno trattato o strutture tensostrutturali. Una protezione a griglia metallica è obbligatoria negli spazi frequentati dal pubblico (ERP) per evitare qualsiasi contatto accidentale con la lampadina, la cui temperatura superficiale supera i 500 °C in regime nominale. Per le installazioni a parete all’esterno, utilizzare sistematicamente tasselli e viti adatti al supporto (blocchi di cemento, mattoni, legno da carpenteria) con un carico ammissibile di almeno 4 volte il peso dell’apparecchio. I cavi di alimentazione devono essere rivestiti di tipo H07RN-F per le installazioni esterne permanenti, conformemente alla norma NF C 15-100.












